ORIZZONTE PUNTIFORME
Preparati anatomici dell'Università di Ferrara |
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SULLA SCIENZA di Alessandro Aloni Con queste foto ho voluto cercare di rendere evidente il paradosso scientifico (vedi sotto), ritraendo oggetti macabri, cercando al tempo stesso di accentuare il più possibile la "grana" dei fotogrammi in modo da "trasfigurarli", da renderli difficilmente riconoscibili, così come l'occhio dello scienziato cerca di trasfigurare ed esorcizzare la certezza della morte attraverso la massima risoluzione possibile del dettaglio infinitesimale, restringendo quindi il suo orizzonte ad un puntino, ad un cristallo di argento ossidato su di un pezzo di carta.
Fotografie scattate con macchina Zeiss-Ikon Tenax (1920) Negativo Kodak T-Max 400 Carta Agfa-Brovira n°3 |
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| IL PARADOSSO SCIENTIFICO: una fotografia è costituita da milioni di cristalli di sali d'argento che, in dipendenza dal loro stato di ossidazione costituiscono un'immagine. Una fotografia non è l'oggetto che raffigura, ma solamente un'"ombra", un qualche cosa cui noi siamo in grado di attribuire un senso grazie ad un processo in cui, alla pura percezione del fenomeno si associa una sua elaborazione che porta al riconoscimento dell'oggetto. Nell'ambito di questo processo il singolo cristallo, che costituisce un quanto puntiforme, ha un senso solo se in relazione con altri milioni di punti che costituiscono l'immagine. Più s'ingrandisce un fotogramma, più la "grana" appare evidente, e più diviene difficile identificare l'oggetto fotografato. Paradossalmente se noi concentrassimo tutta la nostra attenzione su un singolo cristallo della nostra foto, non ci sarebbe possibile decodificare alcuna immagine. Otterremmo solo un puntino, più o meno scuro, ma del tutto privo di senso. | |