LA RECENSIONE
I Viandanti ed i Miracoli
I Viandanti ed la tecnologia ribelle
I viandanti e...l'amore? Boh può essere...
Dunque eravamo lì, martedì 4 novembre, per un piccolo spettacolo, ad un'ora strana per noi: le nove e mezza. "Lì" sarebbe La Stecca, un...una...oddio non è che fosse esattamente chiaro: sembrava un centro sociale ma non lo era, e questo si può dire di molte altre impressioni ricevute quella sera. Ma non contano le definizioni: il posto era veramente carino, un po' newyork postatomica, e la gente molto gentile e garbata. Bella atmosfera, dico sul serio.
Il palco è un piccolo spiazzo sul cemento di un enorme stanzone: un microfono e davanti decine di sedie, poltrone, divani, sofà, e varia chincaglieria. Il risultato d'insieme non era mica male: raccolto, efficace. Stava ad aspettare il pubblico, e vedere che reazione avrebbe avuto alle nostre vaccate. Fortunatamente negli ultimi tempi tra di noi scorre il buonissimo sangue del Take It Easy, quindi nessun problema: come va, va. Siamo i Samurai Dell'Arte, uatà!
Ed anche se la macchina fotografica digitale aveva deciso di morire proprio la mattina di quel martedì, non ci siamo persi d'animo: una bella ricerca d'antiquariato tra i propri possedimenti ed uno di noi, non ricordo più chi, tira fuori un macchinone dell'anteguerra che, dall'aspetto, sembra proprio pronto a fare il proprio dovere. Lo affidiamo ad un amico, il prezioso Lorenzo, e diamo avvio allo show. Inizia il Valchirione, come al S'Agapò, piacioneggia col pubblico in serenità e passa la palla ai colleghi. Solito sistema, minishow personali di una decina di minuti, così che ce li si possa gestire a piacere. Funziona, funziona molto bene, anche se il tutto non è che fosse stato particolarmente preparato, per motivi di tempo.
Ed ecco che la tecnologia ci si ribella ancora, nella forma del lettore CD dal quale mandavamo le nostre bellisssssime basi: manda i numeri delle tracce a caso, si rifiuta di far partire i brani a seconda delle nostre necessità, impreca bestemmia e sputazza. PANICO! Chi si trova con tracce brevissime per poesie chilometriche, chi con brani allegrissimi per pezzi super-plumbei e viceversa, etc etc etc...
Maaaaa....take it easy, uatà, samurai, hakuna matata fratelli: non crolliamo sotto il dramma, e tiriamo avanti senza fare un plissè, tranne in un paio d'occasioni effettivamente un po' seccanti sia per noi che per il pubblico. Così, tranquilli, paciosi, Viandanti di rara maestria, tiriamo un'ora abbondante di show, farcito di solidi applausi ed un festoso pr-aggio seguente, e la promessa entusiasta da parte degli organizzatori di farne almeno un altro, magari in un orario più avanzato, e quindi più carico di pubblico.
Bella serata, bella gente, bello show, si si, niente da dire!
Ed ora i due personaggi più importanti da segnalare:
1- in primo luogo la CameraWoman di IsolaTV, la tv stradale dei ragazzi della Stecca: è stata immobile come una statua di sale per tutta la durata dello spettacolo, alle volte era quasi preoccupante. La ringraziamo e la plaudiamo di tutto cuore.
2- in secondo luogo, ma headliner nei nostri cuori, la folgorante presenza di Bètcha, straordinaria amica di sTRICNINA, che personalmente mi ha regalato una delle chiacchierate più divertenti ed interessanti mai vissute da lunga pezza, un mito di donna, che sa che le parole hanno colori e suoni...
Per ora è tutto, ci si vede al prossimo show...