LA RECENSIONE
The Entry Of The Gladiators
Quando Obi Wan mi fece sapere la tematica di questo nuovo spettacolo al S'Agapò, devo ammettere di essermi incazzato. Il Viandante fa ridere, ma i viandanti, tranne che in qualche specifico caso, di regola no. Quantomeno non durante gli spettacoli (ma veniteci a trovare dopo: siamo degli incontenibili burloni, yeah!), ed ecco appunto il problema : da Melegnano non avevamo più avuto modo di rimettere alla prova la nuova modalità di show Basi+Blocchi, dopo la, mi si permetta, inculata aretina, ed era ora di scoprire se laggiù alla Cascina si fosse solo verificato un miracolo oppure la nostra svolta professionale. Quindi oh: si fa, gente! Ognuno, tranne qualche irriducibile, cerca di mettere assieme i pezzi più divertenti della sua produzione, ed arrangiate le basi si parte verso il bel locale navigliare, carichi della consueta pasta al sugo e peperoncino, ormai un classico della dieta viandantica.
Arrivati in quel piccolo gioiello che è il S'Agapò veniamo accolti in maniera affettuosa e collaborativa, il che mette sempre di buon umore. Una veloce prova volumi, un Primo cocktailino dell'artista, qualche saluto al pubblico e via che si va! Inizio peso, Obi al pianoforte e Valky alla voce, un filosofico botta e risposta scrittoci per l'occasione dall'attualissimo Alcuino di York, ma fa il suo effetto, poi è il Valky a prendersi il primo set, e scaldare il pubblico, folto, silenzioso e partecipe (se notate sono i tre aggettivi con i quali definiamo l'uditorio PERFETTO). Fa quel che può, qualche rada risata già si sente, ma lo show è partito col piede giusto, e si può andare avanti. E così, poi sTRICNINA, delizia in velluto nero, conduce lo spettacolo sui binari che in un modo o nell'altro avremmo dovuto rispettare, se non grassa grassa ilarità quantomeno una lieve leggerezza. Ma per cambiare di colpo mood, si arrampica sul palco la veneziana, Kamla, che malgrado le prospettive cupe e angoscianti della sua poetica, si produce in una delle sue più intense esibizioni di sempre. Aiutando con gemiti orgasmici fuori campo prodotti dalla rossa sTRICNINA, il prode ObiWan si lancia nella violenta lettura del racconto porno trash "Love Kills", che sconvolge il pubblico. Il Gioviale J&T da alla fine il suo tocco, con la geniale costruzione del dramma di Maramao, che è morto, e l'interscambio di "15 pollici di nerchia nello sfintere anale". A sessioni concluse un bel one shot per ciascuno, con una sana dichiarazione esistenziale di Kamla, e dei suoi bisogni, e con una sana cover viene anche ricordata la figura errante ed erratica del Padre Ceres, che attualmente si ritiene nascosto in Bolivia, a guidare gli scioperanti di LaPaz.
Ed è la fine. Sulle note di Entry Of The Gladiators J&T presenta la band, ed è applausone, ed un sano Nudi Nudi (purtroppo dalla sorella maggiore di J&T e Kamla, ma quello che conta è il pensiero) ci accompagna felici al bancone del bar, dove, stanchi ma felici, come nei migliori temini delle elementari, ordiniamo il Secondo cocktailino dell'artista, che forse nei temini delle elementari non c'era, ma vabbeh...