LA RECENSIONE
La zona emilianoromagnola, per foschi disegni del destino, sembra attrarre mostruosamente le anime viandantiche dei vostri eroi: ma ora si tratta del capoluogo, della CITTA', della patria di tutte le perversioni!!! In una parola sola Bologna. L'accordo per questo spettacolo è stato uno tra i più oscuri, un qualche macchinamento sotterraneo portato avanti da Obi Wan in gran segreto, e mai precisato. Prova ne fu la faccia spaesata delle due bariste che si videro piombare davanti i cinque poeti, che chiedevano anche di essere nutriti, ovviamente gratis, come si concede ai performers. Vennero cacciati a pedate. Beh, pedate verbali, più una cosa tipo "aspettate che torni il capo. Ora…se volete andare…" E fu così che i cinque piccoli indiani (con l'aggiunta di un vecchio amico di Stricnina, trasferitosi a Bologna per motivi universitari e desideroso di assistere allo show) si trovarono a dover girare per la bella città romagnola, dando peraltro la possibilità ad Obi Wan di far sfoggio di vissutaggine e senso d'importanza avendo incrociato, per caso, in piazza, i membri dello studio d'istallazioni artistiche dal il quale era stato schiavizzato per circa un annetto, impegnati ad allestire un interessante insieme di meraviglie tecnicovisive. Giunta l'ora prescritta, col nostro Obi tutto giubilante, tornarono alle Stanze. Urge descrivere il luogo: si tratta di una vecchia casa settecentesca, o quantomeno delle stanze d'ingresso (da cui il nome), decorata in un modo artisticamente diverso per ogni ambiente. Il risultato è veramente molto carino! Ma torniamo allo show: il boss del locale C'E', ed i nostri riescono così a far certificare la loro onestà d'intenti (continuando però, sino alla fine, a leggere negli sguardi delle bariste, un malcelato alone di sospetto), trovandosi quindi a montare l'attrezzatura per lo show nella terza stanza del locale, dall'aspetto vittoriano/postmoderno, piazzandosi subito dopo sulle comode poltrone che vedete prontamente fotografate. Stanno talmente simpatici al gestore che alla richiesta di una candela "pè ffa' 'tmosfera", quello glie ne porta tre. Comincia ad arrivare gente, che si siede ai tavoli mentre i poeti, distratti, sorseggiano un the. Ma bastano pochi istanti perché lo spettacolo cominci: i viandanti attaccano, rilassati e compatti come raramente gli capitava, negli ultimi tempi, esibendosi con stile e senza una sbavatura. Spettacolo di un'oretta, di quelli da registrare e mostrare ai nipotini. Nella speranza che non reagiscano come il pubblico in sala quella sera, però…Mentre i poeti ritrovavano l'eleganza che sembrava perduta, i presenti pareva non si accorgessero nemmeno della loro presenza, e così si comportò anche il boss a fine show. Non abbiamo mai capito perché… Nota fotografica: perché le mucche? Presto detto: jet volle approfittare del viaggio per incontrarsi a metà strada con l'acquirente del suo vecchio, onesto computer, il quale abitava in una zona agricola. Obi Wan e La Valchiria, bambini di città, al vedere le mucche impazzirono e vollero assolutamente fotografarle!!!