LA RECENSIONE
...E fu così che la viandanza, sfoderando la panza, si trovò a far vibrare nei cieli di Settimo Milanese la divina certificazione di ciò che da anni cercavano, e che finalmente avean raggiunto: la professionalità! Non fraintendetemi: gli show viandantici sono sempre stati organizzati all'insegna dell'ordine e dell'organizzazione, ma questa volta la si è raggiunta in maniera spontanea, senza sforzo, e senza dover stare a badare solo a quello. Uno spettacolo nuovo, diverso, dall'aspetto più compatto e pieno di quello dei suoi predecessori, soprattutto grazie al ritorno del Grande Percussionista, the great Coccobongo Tebaldi: le ritmiche aborigene che quell'uomo tira fuori trasformano davvero i nostri pezzi in canti di sogno! Ah-yeh! Ma non fu solo questo: la struttura delle luci, bianche e coniche per i tre microfoni, rosse e diffuse per i musicisti, blu per i poeti fuori scena, creava l'impatto visivo, assieme al sempre più vasto parterre di diapo che i nostri calcatori di strade e palchi si ostinano a proiettare. Il locale dava l'ambiente giusto: avremmo dovuto performare all'esterno, nell'anfiteatro antistante il Palazzo, ma per problemi di rumore e Comune gli organizzatori ci spostarono dentro al bar, fornito appunto del palco di cui sopra. Pubblico folto, attento e partecipe, sia per quanto riguarda i momenti cupi sia per quelli buffi e comici. Alcuni personaggi sono da ricordare, quantomeno Iguana, simpatica e graziosa fanciulla organizzatrice di eventi culturali (a quanto ho capito...), di nome Luciana ma che, finita tra le grinfie dei Sei Rincoglioniti, s'è vista affibiare una quantità impressionante di nomi terminanti per -ana, cui il più azzeccato fu appunto Iguana. La trovate in una foto assieme ad un felicissimo J&T. Gli altri personaggi sono il Fotografo Cubano, veramente fotografo e veramente cubano, che sembrava il fratello giovane di BabboNatale, e Park-qualchecosa, scultrice SudCoreana la quale inaugurava una sua Personale proprio lì, un'oretta prima dell'inizio del nostro show, e della cui opera facemmo indecoroso scempio. Uno spettacolo da ricordare, quindi, iniziato magari con un poco di attriti personali e terminato in un trionfo (momento d'oro: Ceres espone i nuovi modelli di Fiat, e la Valchiria gi fa da valletta girando tra i tavoli con le foto delle varie Stupìda, Dominator ed Uncavallo). Mi dispiace che ve lo siate perso!