LA RECENSIONE
Quando il viandante trasvaluta tutti i valori. E' inquietante accorgersi all'improvviso che quello che il pubblico è lì a vedere, viviere ed esperire grazie a te è completamente diverso da quello che stavi credendo di dare... Esempio ne sia lo show alla Casa di Tolleranza, offertoci dal grande Giorgio. Dei performer buffoni che si ritrovano davanti a della gente che li prende sul serio, che crede veramente che si tratti di poeti, che si stia facendo cultura! Oddio, crediamo anche noi di fare cultura, davvero...ma non quella cultura! Noi quelle robe lì non le facciamo! Ed adesso starete pensando: uno spettacolo andato di merda, per i miei adorati viandanti eeee... No! E' stato bellissimo! Ci siamo divertiti da impazzire, lavorando con ottima sincronizzazione, dividendo la serata in vari blocchi tematici inframmezzati da oneste scorpacciate di alcool e cibo e alcool (e anche alcool), trovandoci in una cornice più che adatta ad un evento del genere, come vedete dalle foto. Ma è stato comunque straniante: ci avevano presi per degli artisti "veri", seri, e viceversa noi credevamo che il pubblico fosse composto da decerebrati come noialtri. E come è possibile che sia andata a finire bene, vi chiederete, con gli occhioni pieni di curiosità e meraviglia? E' semplice: ci siamo trovati a metà strada! Piano piano ci siamo conosciuti (viandanza-pubblico), ci siamo annusati, avvicinati, ed abbiamo trovato un contatto. Ne sia la concretizzazione (ma purtroppo nessuno ha pensato di fotografarlo, in quel momento, perchè pensavamo tutti a guardarlo e basta) il Caìna, o meno brianzolamente Il Gallina, un ragazzo del pubblico (ora nostro carissimo amico) che per meglio sottolineare la performance da fattoria degli animali sotto Cucina (by Stric.) ha razzolato e becchettato l'aia tra noi ed il pubblico, ammazzandoci! Il risvolto della medaglia è la prima foto che vedete qui esposta, la migliore di tutte quelle scattata ad un nostro live: la Tristezza improvvisa, la mestizia più totale e bastarda, lo squallore di una vita griga, il dolore di essere ObiWan! Beh, saluti e baci e ci vediamo al prossimo memoriale!