LA RECENSIONE
Finalmente i viandanti riescono ad esibirsi nell'unico posto (una città intera) in cui il pubblico è composto da QUALUNQUE PERSONA PASSI LORO DAVANTI: la prima esperienza al Ferrara Buskers Festival! I nostri fremevano, facendosi sfiorare solo per un secondo dal dubbio "Che cazzo è mai un busker?", che qualora avesse ricevuto risposta (i buskers, credo per tradizione inglese o irlandese, sono gli artisti di strada) avrebbe potuto scatenare il dilemma morale "Artista di strada? Ma noi in strada non abbiamo mai fatto niente! Non abbiamo mai performato in strada?" Presto detto: coi cartelli in legno fattisi fare da un conoscente artista i nostri raggiungono un semaforo nel milanese e nella notte prendono a fermare automobili a caso per leggere loro poesie. Qualcuno di loro viene riconosciuto, non tirano su una lira, ma è l'emozione che conta! A cosa andavano incontro?: carichi di libri testi megafoni cartelli sombreri tappeti e strumenti musicali tribali mangiano la strada fino a Ferrara City, dove guadagnano l'ingresso al BuskersCenter. Lasciano giù gli strumenti (ah, la fiducia nei colleghi artisti!..alle volte è ben riposta!) e vanno alla ricerca di Eye-Gore, che a Ferrara ci vive, ma che li ha abbandonati, quantomeno durante il Festival, per suonare con la sua band di facinorosi pizzicaiuoli. Ma le chiacchiere non li distolgono dal loro quesito principe: come si fa uno spettacolo per strada, specie se da soli e senza accompagnamento? I nostri novelli poeti di strada, mostrano ancora una volta di sapersi adattare a qualunque situazione, a discapito della sua minacciosità: dopo un inizio un po' stentato, in una stradina poco frequentata, i verseggiatori capiscono che per convincere i passanti ad ascoltare le loro opere non basta declamarle: bisogna proprio fermarli e chiedergli di restare! E così, tempo tre giorni, piazzati sempre in luoghi curiosi, i nostri riescono a passare da uno spettacolo semiautistico (seduti sul tappeto, a leggere per se stessi) all'aggressione deliberata verso il pubblico. Stricnina lancia il grido tematico, riciclato poi l'anno dopo al BuskersFestival 2001, di "Una poesia! Una poesia!", associato più o meno spesso, a seconda dell'umore del performer, ad agghiaccianti rime improvvisate. Esperienza piuttosto violenta, e sicuramente molto diversa: stare in mezzo ad un enorme viale, senza il supporto dell'ormai indispensabile Eye-Gore, a cercare di appagare le proprie necessità artistiche (l'applauso e la lira) è stata una prova del fuoco decisamente calda, ma sono ancora vivi per raccontarlo!Nulla però, in confronto a ciò che sarebbero andati a vivere, negli stessi luoghi, di lì ad un anno…