LA RECENSIONE
A Melegnano si va, a Melegnano si torna. A Melegnano ci si blocca parecchio, un casello omonimo tipo barriera di Mestre. Ma non in questo caso: noi, grazie a quei tesori della Cascina Cappuccina, abbiamo avuto il buon gusto di tornarci, e con uno spettacolo che più spettacolo non si può! Forti del memorabile show di Monza, "Caminando Espero", del corto RobotLove (che trovate recensito su Hotdog di agosto), e di nuovissime poesie e basi, i vostri cowboys del blanck verse decisero di mettere tutto assieme, e di offrire al pubblico della Cappuccina uno show complesso, articolato su livelli diversissimi, e per nulla facile. Da recepire? No, da fare! Caminando Espero, riuscito perfettamente nel teatrino della Villa Reale, sul palchetto a doppio livello della Cascina, e nella necessità totale di utilizzare un microfono, ci obbliga ad acrobazie creative non da poco, con le braccia bloccate dal gelato parlante, ma ce la facciamo; il cortometraggio, utilizzato saggiamente come pausa per prendere fiato, purtroppo riesce ad essere sentito solo dalle prime file, sempre a causa degli spazi aperti, ma rende; il reading, la nostra arma finale, funziona senza un intoppo, graziaddio, e vede avvicendarsi le nostre performances in maniera impeccabile, con impennate di stile rare (citiamo per brevità gli Haiku in proto-giapponese di JeT, le cerimonie androdistruttive di Kamla, e l'immancabile Odio L'Estate corale, nostro marchio di fabbrica per le serate melegnane) ed uno stupendo rapporto col pubblico, che applaude e ride (anche un po' troppo...). Ottima serata, con un ottimo finale, nel quale i viandanti, squisitamente stanchimafelici, invece di accettare complimenti o lanciarsi in chiacchiere con questo o quello, vedono un tavolo con un tagliere di salumi abbandonato e qualche scarna bottiglia di vino, e ci si buttano a pesce, passando l'ora seguente a scofanarsi nel loro migliore stile!