IL PROGETTO E IL CLIMAX
Arte interdisciplinare di drammaturgie poetiche: lo spettacolo si manifesta come una fusione delle arti in maniera totale e totalizzante. Un’ora serratissima in cui si alternano musiche elettroniche, tribali e contaminazioni, gestualità teatrale, proiezioni psichedeliche, pittura ed installazioni; il tutto accompagna poesie in reading. Lo scopo di una tale scenografia è di elevare il contatto col pubblico in maniera esponenziale, supponendo che la contaminazione delle varie forme d’arte tra di loro sia un moltiplicatore di esperienza culturale d’impatto. Ogni testo ha una sua anima musicale, espressa da suoni provenienti da eterogenee ispirazioni e molteplici sorgenti produttive. Tuttavia, nello spettacolo, è presente un lessico unitario assonante ad una precisa concezione dell'artista che si esprime in un'intrinseca interazione fra le varie forme d'arte. Ecco cominciare il reading: un poema fonico giocato sui rapporti testo/musica-voce/corpo. Un progetto artistico spazio-temporale che aspira alla spettacolarità e rifugge i margini ristretti della pagina stampata. La scrittura diventa concreta in modi diversi: essa sarà storia o poesia, racconto o sconnesso flusso di pensieri ed il reading la dona ad altre menti, ad orecchie e pensieri estranei all’autore.

Un appuntamento con l’arte, la poesia e la performance. La con-fusione tra arte e mestiere: un mix di molte componenti che ha una capacità liberatoria e di turbamento maggiore di ogni singolo elemento appreso da solo: noi siamo l’ibrido tecnologico tra Boris Vian e il sommo poeta Dante, uniamo la poesia al teatro, l’arte figurativa alla musica, boccaccesche canzoni a cori deliranti. Siamo viandanti.
L’accompagnamento varia, a seconda dell’occasione, dall’improvvisazione jazz all’uso di basi elettroniche, tribali e campionamenti, contaminazioni slow-rock di chitarra e basso, strumenti ad arco, sax e percussioni. L’occhio, la mente, i sensi, stimolati da molteplici elementi, scelgono autonomamente le proprie immagini, e i caratteristici colori. Inoltre non è difficile vedere che il tappeto sonoro d’accompagnamenti e la coreografia video, costruite a freddo, su cui declamiamo, servono a focalizzare l’attenzione creativa degli ascoltatori proprio su testi complessi e profondamente umani.

 FILOSOFIA E DIALOGO

La poesia si infila nel quotidiano con il compito di destabilizzare semanticamente la visione lineare dell’esistenza per gettarci in un mondo molteplice, ipertestuale, connesso in ogni luogo e in ogni dove, dove la comunicazione si sposa al caos che gli sottostà come humus costituente. Con la nostra lettura, con la nostra musica d'ambiente, con le proiezioni e con le esposizioni cerchiamo di configurare per lo spettatore una visione caotica del mondo del divenire, comunichiamo ciò che si nasconde nelle pieghe della vita, l’assurdo, il brutto, il bello, la potenza, la malvagità, l’odio, l’amore e infine la vita stessa. Poche strofe e poche rime ma ben misurate da un linguaggio che le trasporta all’orecchio di chi è pronto ad ascoltare il nuovo. La Parola come strumento capace di fare accadere ciò che non è ancora accaduto nell’Anima e nello Spirito di chi l’ascolta, il tutto in funzione di far esplodere nuove creazioni dalle quali altre nuove creazioni possano sorgere all’infinito.

La ricerca del linguaggio che la Poesia suppone, deve essere tesa ad una progressiva ed incessante liberazione da orpelli, manierismi e mediazioni. Il verso letto regala subito suggestione, emozione estetica, coinvolgimento morale, in quanto la Poesia, se così intesa, è forma d’arte pura. Non ha un pennello o uno scalpello per parlare, non usa cromatismi o complesse costruzioni, essa è direttamente ciò che il pensiero pensa e produce: dialogo. Comunicazione senza mediazione di alcun mezzo. Recuperando dal greco il vocabolo Logos (dialogos) nel suo doppio significato di parola e di pensiero, essa trasmette culturalmente la consapevolezza dell’unità organica tra pensare e parlare configurandosi come forma d’arte pura ed essenziale: scrive e descrive nero su bianco ciò che l’autore, nel suo intimo, vive. Essa è l’arma più diretta per l’Arte, per attuare la valenza pedagogica in essa inscritta, per descrivere e rendere possibile l’universalità che forma ed emoziona. I mezzi dell’arte sono infiniti. Il fine è unico: l’universalità che emoziona.


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