Schermo spento. Encefalogramma piatto. Sono nel sonno e sogno d'essere in un film d'intruders.
Protagonista maschile: il sottoscritto protagonista femminile: Sonia, una con cui esco o meglio son solo due volte che ci vediamo, ma io mi sono già sparato tre seghe pensando a lei che però mi ha ricompensato nella realtà con un bel pompino "with ingoions" sulle scale di casa (pare si sia laureata ad Oxford in pompologia e poi specializzata in risucchi all'università Cattolica di Milano… ah queste donne in carriera...).
A pancia in giù come un serpente mi muovo lento nel letto e slinguo affettuosamente col cuscino; sto muovendo sapientemente la lingua fra le dolci fessure del mio sogno fatto lana e trapunta - conchiglie bagnate, dolcemente accarezzate dal mare... di piacere. Buco il materasso quando glielo sparo in bocca e poi, bastardata delle bastardate, le sbrodolo sui capelli. E la scena diventa subito spot con la bambina che dice: "Sig.Johnson, sig.Johnson, ciao sono Clara, puoi dire alla mia sorellina che lo shampoo Johnson baby é solo per me? Per quelle brutte incrostazioni di grasso dille di rivolgersi al sig.Calfort!"
.... Driiiiiiiiiin .... Driiiiiiiiiin
Suona la sveglia. Si attiva la voglia. Milioni di tapparelle si alzano ed altrettanti aliti pesanti dicono "buongiorno". Miliardi di spazzolini da denti nelle orecchie e cotton fioc in culo e caffè corretti col dentifricio e biscotti e vagoni del métro pieni come barattoli di sottaceti sottopressione, senz'aria. Ci hanno tutti qualcosa da fare, qualcuno da vedere. E fare soldi solo per tirare avanti; quel poco di denaro per mangiare, pagare le bollette della luce, del gas e delle parole vuote al telefono e uscire la sera in qualche locale stronzo col buttafuori arrapato all'idea di dire: Tu Entri Tu No! E comprarsi quel poco di droga che scacci i sensi di colpa e bere quanto basta per essere contento (per niente) fermandosi poco prima di sboccare; sarà anche triste e squallido, ma é ciò che facciamo tutti aspettando un miracolo dal cielo per svoltare - E chi l'ha già avuto non sarà certo andato oltre la seconda riga di questa grossa cazzata che é mani-polluzioni notturne!
Piscio,non mi lavo i denti, mi butto addosso qualche vestito, porto giù il cane. Piscia, non si lava i denti, mi porta giù e va dietro alle fíghe di primo mattino! Salgo. Faccio colazione con un po’ di noia al pancarrè, ripenso a Mallarmé scomparso in un tiro di narghilè. Faccio la considerazione che sarebbe stato molto meglio se l'amico Noé non avesse costruito l'arca, ma si sa ormai siamo tutti sulla stessa barca... e sta affondando!
Schermo spento. Fisso il televisore ed ho l'idea che sia molto meglio cosi che acceso. Encefalogramma piatto. Mi sento triste come un piatto incrostato di sugo e abbandonato da giorni nel lavandino gocciolante, piatto più di una piattola che s'insinua nel mio petto fatto a fette, piatto manco fossi un paesaggio autostradale tutto uguale, limitato a 1800 come un angolo piatto, sarò il vostro piatto del giorno a patto che non mi si chieda d'essere il piatto forte perché ho la testa in palla manco fosse sbattuta fra due piatti di un grande percussionista di cui ora però non ricordo il nome. E adesso che faccio? Si va bé, ma che cazzo mi sono svegliato a fare? Sapete cos’è un'ameba? Passate da me e lo capirete. Alle elementari dicevano anche a voi di non toccarvi altrimenti sareste diventati ciechi? Sarà per quello che porto gli occhiali. mmm, mmm, si penso proprio che sia per quello... una sega di primo mattino? ...nooooooo.
Che palle poi stare li in stanza, abbassare le tapparelle, prenderselo in mano, menarselo, vederlo ingrandirsi come un pallone che viene gonfiato. Si come un pallone che viene riempito di aria e poi sgonfiato ... Fiuuuuuu bum, spiasch, splef, pluf, pluf. Immaginatevi li seduti sul vostro letto come quando a 14 anni vi sparavate compilation di segoni a ripetizioni sorbendovi mezz'ora di "Colpo grosso" per vedervi due tettine striminzite. Un calcolo matematico per venire proprio in quei pochi secondi di soft nudo. E sognavate di avere li al vostro fianco Liana Germinario, la big tettons della 3°A che, quando v'incrociava per il corridoio, vi sorrideva sempre e ciò praticamente oltre a voler dire che ci stava sicuramente faceva di voi un noto playboy della scuola.
Ma ritorniamo alla sega. Eravate seduti sul letto, ma non completamente, diciamo appoggiati in modo da poter assumere una posizione di nonchalant in caso di estremo pericolo. Le orecchie costantemente tese; come quelle di una volpe, appostata nella foresta, inseguita dai cacciatori: pronte a percepire ogni minimo rumore arrivasse dalla camera da letto dei vostri genitori. Una mano al cazzo, una sul telecomando con il dito pronto a schiacciare su Rai uno dove davano un dibattito politico, se vi andava bene, altrimenti c'era Piero Angela con documentari del tipo "Come si accoppiano le tigri della savana". Di colpo sentivate dei passi, schiacciavate su uno, mollavate la presa, l'elastico dei boxer colpiva il vostro benamato cazzo, ancora in tiro, dividendolo in due perfette metà. Vostra madre entrava, perché aveva sempre qualcosa d'importante ed assolutamente irrimandabile da fare in camera - tipo aggiustare le fodere del cuscino - e vi diceva:
"Cosa stai guardando?"
e voi:
"Mmm un interessantissimo dibattito socio-cultural-politico. Sai, ormai sto diventando grande, devo sapere qualcosa di più sul mio paese... e mica potrò votare chiunque."
E vostra madre rispondeva:
"Ma se in TV ci sono due tigri che si beciano le orecchie."
Cazzo vi aveva beccato l'unica sera in cui non c'era il dibattito politico e vi ritrovavate con vostra madre che tornandosene in camera pensava:
"Mio figlio é malato! Si eccita guardando degli animali che fanno sesso!"
E cosi adesso vi ritrovate con in mano questo cazzo che ha visto tempi migliori ed iniziate a fantasticare sui piedini della tipa che avete visto la sera precedente o a ricordare l'ultima chiavata soddisfacente che avete fatto risalente al ‘15-‘18.
Io ho deliri di onnipotenza mentre vengo. E come se in quel veloce istante mi realizzassi. Come se in quel momento mi reinventassi, per qualche secondo, e mi vedo uomo di successo, che guardandosi allo specchio alza le mani al cielo e dice ridendo compiaciuto:
"Sono ricco e famoso da fare schifo!..."
...poi vengo e tutto cade, mi sporco ed ecco a voi signore e signori l'uomo di successo. L’uomo realizzato che ha il mondo in pugno... si, nel pugno della sua mano sinistra colante.
Schermo spento. Encefalogramma piatto mentre la radio passa l'ennesima canzone d'amore.
~ FINE ~