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HARD CORE by Obi Wan
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poesie
TAPPETI D'ESTASI SBLUFF SU COMMISIONE |
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racconti
LETTERATURA VENUTA IN BOCCA A 4 PERSONE LA STAGIONE DELLE SEGHE |
| Buon divertimento.....Obi Wan | ||
TAPPETI D'ESTASI Desidero sprofondare in natiche di frutta, leccare lingue che trasportano miele caldo, immergere il mio essere solitario nella salvazione di cosce preziose. Desidero mani di seta che sapienti mi accarezzino, sesso zozzo di sudore colante, seni di carne vera e copiosa, capezzoli che pungano la mia immagine e le mie paure, desidero te nuda ed accogliente. Desidero le mie dita dentro nella tua fica, mentre ti rubo la energia e poi tu rubi la mia, il mio seme e le tue labbra, il tuo ventre che dolce spinge fuori la mia rabbia. Desidero la tua schiena sinuosa che si inarca mentre ti prendo, sentirti miagolare se mi spingo dentro, immense emozioni che non vogliono amore, i tuoi occhi nei miei per saper godere. Desidero brividi e disincanto, muschi gentili in tappeti d’estasi, il buio più buio e baci nel pianto, bere il tuo succo mentre muovi capace, ciò che mi angoscia e mi rende rapace. torna su
SBLUFF Sento la musica suonata dagli amici. E sento il mio cuore che batte. E sento la tua bocca che lo baccia. E sbluff ti sborro in faccia! torna su SU COMMISSIONE Accarezza la lingua con labbra prensili. Distoglie lo sguardo Commossa al miele. Sei lo schianto dei miei polpastrelli, la domanda senza risposta sei nuda, l’energia, una cascata di umori che donano e non celano. Sei il fremito Del mio imbizzarrito frenulo Ed il pensiero Della manipolazione fradicia e solitaria Di notti sprecate Nel desiderio di salvazione Nelle tue cosce preziose. torna su
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LETTERATURA
Scena I - Lei è una che ama essere trasportata con le parole. Ama essere protagonista di storie e si eccita di fantasia. Ed allora mentre uso la sua clitoride uso anche la lingua: "il tuo corpo è la mia pazzia, hai il sesso che è tana viva, è dolce e morbido come il miele". Gemendo lei risponde: "Sarebbe ancora più dolce se il miele ce lo mettessi davvero…" Scatto. Vado in cucina. Apro tremando la credenza. Prendo il miele del convento dei Benedettini e torno da lei. Non si è mossa: è rimasta sul divano in una posizione in cui sembra volermi abbracciare con le nude gambe. Cospargo frenetico il mio desiderio di dolcezza e adesso siamo in due a tremare. La gusto, mi ribalto e diventiamo un corpo solo incastrato all'incontrario e cascate di liquidi di donna, uomo e api mi sputtanano il divano. Considerazioni - Se non si predicasse in continuazione innamorata di me, sarebbe solo una gran troia. Ma forse sono stato proprio io a renderla tale, lo so e il mio amore è unicamente unirmi a lei nella carne che ribolle. Ma forse è l'uomo che il più delle volte ammaestra nella sua donna la perfetta meretrice. Scena II - Il soggetto cambia e anche il luogo. Siamo in un anonimo e freddo hotel per ammirare il mare d'inverno attendendo i primi sprazzi di primavera. Ci han dato una camera che sembra un bunker ma è quasi un mese che manco ci tocchiamo e appena la porta si chiude le nostre bocche sono come ventose che si attirano, i nostri baci esprimono profonda sete e sono come una furia che tenta di vincere un'arsura implacabile. Un minuto dopo, nudi sul letto, lei mi si offre a quattro zampe, già pronta e lubrificata. Le ossa del suo bacino saranno il mio appiglio per una cavalcata di uno che è troppo tempo che non cavalca. Il letto, cigolando, tiene il ritmo costante e deciso, dall'inizio alla fine. Lei accovacciata non parla, la sua schiena è sudore espanso. Io mi accascio, rantolo esausto, e come al solito giudico e penso. Considerazioni - Nel fare l'amore; quando due persone fottono, quant'è importante la componente fisica e quanto quella mentale? La scopata è più un atto meccanico (ti stantuffo finché vengo) o è qualcosa di totalizzante (corpo, anima, cervello, cazzo e adrenalina all'unisono)? Vale la pena arrivare fino alla riviera ligure di levante per farsi un paio di ciulate? Scena III - Mi sembra di avere iniziato un gioco puerile, un gioco dalle regole nascoste che celano al loro interno innocenza e meraviglia. I nostri corpi sono vicini e immediatamente dopo lontani, quasi si sfiorano con una dolce sensazione di attesa. Tra carezze, sguardi e baci le mie dita scivolano lungo i suoi fianchi e poi sotto la sua veste per scorrere lungo le gambe, la schiena, fino al seno morbido che reagisce al mio passaggio. Ci troviamo così abbandonati a noi stessi, senza sapere più nulla di ciò che accade. Un caldo scorrer di sangue mi circola per tutto il corpo e come un flusso mi arriva alla testa; provo chiaro il senso di essere perduto e di essere presente, non so dove. Coscienza libera. Non c'è niente. Solo noi. Stare in lei mi completa. Non percepisco più due individui ma un solo amore. Considerazioni - Poche volte si prova gioia e nuova energia dopo l'incomprensibile sconvolgimento di corpo e anima che è l'atto sessuale. Più spesso a restare è il vuoto, l'angoscia, l'illusione di aver potuto raggiungere qualcosa di immenso. Ma l'amore è anche questo: fulmine improvviso, sorpresa e sgomento. E all'amor non si comanda e tanto meno all'uccello che non vuol responsabilità o doveri. Scena IV - Tutto era deciso, tutto programmato. I miei in crociera per dieci giorni e lei da me a dormire nel fine settimana. Venerdì alle 21:00 suono il citofono, la prendo, raggiungiamo gli amici al solito posto, mi concio ad un livello che mi porta ad essere un curioso incrocio tra un clown vizioso e un automa ubriaco e all'alba delle 4:30 siamo sotto le coperte del mio letto. Lei ce la mette tutta: mi parla, mi coccola, mi spoglia, me lo prende da tutte le parti e me lo sgigotta attendendo una dura reazione. Io da parte mia faccio il possibile. Cioè niente. "E’ da tanto tempo che aspettiamo questo momento e tu guarda come lo affronti! Non fai che dirmi che lo facciamo troppo poco e tu guarda come ti conci!" Drogatissimi rimorsi di coscienza. Considerazioni - Qualsiasi dato cambia di valore a seconda di dove appare, a chi, come e quando. Naturalmente ciò significa che la valenza di qualsiasi atto non è intrinseca all'atto stesso ma è sempre, nella sua essenza, relativa. Ma questa è letteratura e a me interessano discorsi assai più concreti: reduce da un'età in cui scopare era la più alta aspirazione nonché il massimo tabù, senza accorgermi sono stato catapultato in una situazione in cui di fottere non me ne fotte più niente; disillusione, impotenza psicologica di chi non può solo perché non vuole. Disillusione come fondamenta di nuove e vitali illusioni. torna su VENUTA IN BOCCA A 4 PERSONE Bisognava cominciare con un inizio totalmente estraneo a tutto ciò che il futuro svolgimento avrebbe supposto. Doveva essere una festa, un’occasione per conoscersi e approfondire persone solo sfiorate, ma doveva iniziare in maniera strana. Poi, nel suo svolgersi, sarebbe proceduta normalmente. La musica, l’alcol, la figa, tre elementi essenziali per una festa che si rispetti, c’erano tutti. La temperatura era di quelle ideali e avrebbe permesso a tutti di stare fuori a rilassarsi lungo il fiumiciattolo che scorreva vicino alla cascina scelta per la serata. L’espediente scenico, la sorpresa che avrebbe reso tutto strano, i tre amici lo possedevano: una troia avrebbe dovuto fingere di stare male con convulsioni e falso svenimento per poi convolare a giusti pompini con Pino, il festeggiato che l’indomani si sarebbe dovuto sposare. E allora via: che tutto abbia inizio. Franci, Lu, Maria, gli organizzatori, a spiegare ad Esterella, la puttana, tutto il da farsi. Lei ci sta. E come potrebbe essere diversamente per una puttana... Pian piano gli invitati riempiono prato e villa rurale, e come ad ogni grande festa, c’è gente che non si conosce, amici d'amici, nemici d'amici, amici di nemici. E’ ora che il grande scherzo abbia inizio, un cenno d’intesa da parte di Lu ed Esterella comincia a prendersi la pancia del suo stomacaccio gonfio e più volte penetrato e comincia a rantolare sommessamente per un poco per poi alzare il tono e quasi gridare tenendo il tempo di una pulsazione cardiaca, grida stridule ad intermittenza che somigliano a battiti accompagnati dalla bocca che si spalanca e vomita la lingua rigida e violacea. I tre amici non credono ai loro occhi e neanche alla bravura della mignotta che si rivela attrice nata continuando a sbraitare aggiungendo dal suo repertorio anche schiatti veri e ruttoni viscidi. "Allora Pino che succede, chi è quella ragazza, che cos’ha, va a vedere" farnetica Maria che internamente è al settimo cielo. Esterella cade, cade nel suo vomito, picchia col suo peso sul giardino farcito di candeline. Interviene Pino per schiaffeggiarla e rianimarla, ma niente accade. I tre amici trattengono a stento le risate mentre osservano il nugolo di gente attorno all’attrice puttana. Passa il tempo, il tempo per confabulare e commentare con sorpresa l’incredibile accaduto, quando dal nugolo, come una nube tossica, si stacca un mugolio di OOOOOH. I tre goliardi si avvicinano a Pino sudatissimo nella sua stropicciata calvizie incipiente, l’amico Pino, potenziale destinatario di un pompino pre-nozze aveva gli occhi sconvolti e sbarrati. "E’ morta! Il polso non pulsa." "Ma Pino che cazzo dici" sbraita il Lu avvicinandosi per costatare. E costata dal collo, lungo la carotide: nessuna risposta organica. La questione è seria e Maria e Franci lo capiscono quando lo sguardo di Lu prende ad assomigliare a quello di pino che tremante chiede: "Ma chi è questa ragazza, con chi è, chi la conosce?". "Pino non ti preoccupare è uno scherzo, lei è una... una persona che abbiamo portato qui noi apposta per te". Lu è bianco. Gli altri due si avvicinano e mentre il Franci le sente il polso e quasi gli avessero inserito un disco malconcio ripete "Era una puttana, era una puttana, era una puttana" i due amici e il festeggiato si guardano pronunciando una frase che era venuta in bocca a quattro persone: "E’ una puttana morta". torna su LA STAGIONE DELLE SEGHE È una stagione potenzialmente molto fertile per me, Fred e Ciccio; molto fertile per l’ingente quantità di spermi adoperati, potenziale in quanto i medesimi finiscono regolarmente per non assolvere la funzione per cui il buon dio li ha creati, bensì dispersi solitamente in cessi o bidè. Siamo amici da più di dieci anni e remore particolari non ne abbiamo mai avute neanche quando si tratta di descrivere le nostre assidue attività del dopo serata. Le nostre sono tre vere e proprie scuole di pensiero. Fred si può definire un olistico-pragmatico in quanto la "manovella" per lui rappresenta un imprescindibile impegno quotidiano, la cui funzione di necessità è quella di garantire dolci sonni in totale relax; olistico perché afferma di essersele fatte tutte. La sua occupazione prediletta è infatti quella di conoscer pulzelle e di affibbiare loro caratteristiche posture. Mi spiego: Linda sta a smorzacandela come la Cesca sta ad una bella spagnola, oppure la donna di Ciuffo ha labbra da succhiagoccia e la posizione che più si addice all’Ale è sicuramente il 69. Questi sono solo alcuni degli assiomi che fondano la scienza Frediana e sono queste sue impennate matematico-geometriche che impennano le sue notti in solitario. Nessuna è sfuggita, tutte hanno una loro caratteristica che permette a Fred di amarle. Ciccio, invece, è in tutt’altre faccende affaccendato; non sono le fantasie astratte che lo occupano, quanto i metodi concreti; è tendenzialmente un creativo. Padre scopritore della sega rock - automanipolazione eseguita a ritmo della propria canzone preferita - propugna inoltre l’utilizzazione di calze affagottate e opportunamente scaldate con uso di simil-figa. Narra la leggenda che sborrò anche in un pezzo di bistecca cruda. Nessun compromesso, nessuna regola, ma soprattutto una fede: mai considerare le cose da un solo punto di vista, a volte anche un orsetto di peluche può essere assai utile. Quanto a me penso che l’autoerotismo sia una delle più alte forme di sviluppo raggiunte dalle razional-mente umana, credo cioè che godere da solo sia un fatto soprattutto mentale che non fisico, e chi lo sa fare meglio dispone perciò stesso della migliore materia grigia. È una vera e propria forma d’arte costruirsi castelli in aria segabili. Anzi no, castelli sotto coperta. Ma la gente si domanda mai come sia difficile eccitarsi sotto lenzuola gelide? O a cavalcioni di un bidè senza neanche un tappetino? Evviva la masturbazione affermava l’indimenticabile e mai dimenticata Cicciolina. Evviva lo SPERMA. T. ZOE. affermiamo noi tre. It’s a state of mind direbbero i giocatori NBA. Come il mio che sta lentamente cambiando, preso a considerare la nostra stagione delle seghe, il pensiero va a posarsi sopra le giunoniche pere della Lela o al culo da dea di Morena, morbida fessurina di burro accogliente e il mio "pippolo" che prima appariva simile ad un cetaceo arenato e moribondo su di una spiaggia deserta ora dopo graduali e impercettibili scatti, è come un dirigibile che prepotentemente si stacca da terra. Ho da fare, devo andare. torna su |