PREFAZIONE di A.G. Pinketts
BUONA CACCIA MR. O.
Non sempre si tratta di ricerca. A volte possiamo azzardare che si tratta di caccia. In questo caso di caccia grossa. Ambiziosa e pericolosa per il cacciatore quanto per la preda che in questo caso sono la stessa persona.
Il territorio è impervio. L’esistenza, secondo buana Heiddeger e Mr. O. che non è il maschile della licenziosa O di cui noi tutti conosciamo l’arrapante Histoire. Bensì Ornaghi. Paolo Ornaghi, viandante della comunicazione e tiratore infallibile anche quando sbaglia, consciamente, mira.
Il senso di tutte le esperienze è la contemplazione analitica che diventa poesia quasi suo malgrado. Con “Daesing” buana O si aggira armato sino ai denti del pregiudizio (Pinketts dixit) in una zona protetta fatta di specchi. Il bracconiere O spara a se stesso riflettendosi addosso. Il vetro infranto è acuminato ma proprio nella frammentazione nasce la godibilità di un gioco estremo che permette di ricomporre come in un puzzle, l’essere originale in cui buana O, insolitamente anti narciso, non sopportava più di rimirarsi. Forse per paura della deiezione, con l’inevitabile caduta di stile dell’uomo nell’esistenza anonima. Mr. O trascende esattamente come faceva con la sua rivista “Viandante” il cui linguaggio poliforme e polivalente ammiccava alla temporalità risibile e sfidava il destino.
Se le raccolte poetiche di Mr. O venissero assemblate nel grande libro del Poi, non si potrebbe parlare di antologia, senza far credere al lettore di essere incappato in un errore di stompa (non di stampa, attenzione). Perché quella O di troppo, la O di buana O, ci fa capire che abbiamo a che fare con un’ontologia dal fiabesco alla poesia. Partendo da “Bosco” alla defabulizzata “Sei troppo bianca” passando per le sferzate linguistiche di “Carnibalismo”, il signor O va a caccia.
Andrea G. Pinketts
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