POSTFAZIONE di G. Marchetti
Vissuto nella seconda metà del secolo scorso, passato quasi inosservato in
vita (per lo meno sino al 1889, anno del suo crollo nervoso), Friedrich Nietzsche
è una delle figure più controverse ed influenti nella cultura degli ultimi cent’anni.
La fin troppo vasta letteratura critica che se ne è interessata lo ha considerato di
volta in volta un geniale profeta o un semplice malato di mente; non sono molti,
comunque, coloro che lo hanno letto con l’attenzione e la passione che avrebbe meritato.
Nietzsche nasce a Röcken, piccolo borgo sassone ad una trentina di chilometri da Lipsia.
Ha una vita piuttosto breve, per lo più monotona e fin troppo regolare. A 5 anni gli
muore il padre, per cui vive sino ai 14 anni in un ambiente matriarcale (figure di
rilievo, oltre alla madre ed alla sorella Elizabeth, sono le due zie e la nonna materna)
dove gli viene impartita un’educazione pregna di una religiosità sincera, ingenua ed a
tratti superstiziosa. Nei successivi dieci anni (1858-1868) compie studi classici, sinché
iovanissimo (24 anni) viene abilitato all’insegnamento universitario a Basilea. Dopo un
altro decennio, a causa di una salute precaria, è già in pensione; inizia così un’epoca di
vagabondaggi che si conclude nel 1889 con lo scoppio della follia. Nietzsche sopravvive
ancora oltre undici anni in uno stato di incoscienza e paralisi progressive, sino a morire
il 25 agosto del 1900, ridotto a poco più che un vegetale.
|
|