gabriele turati

IO SONO UN DESTINO
la follia di Nietzsche a Torino



Questa biografia sull'ultimo periodo di vita del filosofo tedesco conclude un appassionante studio filosofico durato alcuni anni, dedicato all'approfondimento e al definitivo accettamento di quella che è la verità sulla conclusione tragica della vita di Nietzsche.


Agi & Disagi - Aglae Edizioni - Copyright © 2001



TESTI LIBERAMENTE SCELTI

POSTFAZIONE di G. Marchetti

Vissuto nella seconda metà del secolo scorso, passato quasi inosservato in vita (per lo meno sino al 1889, anno del suo crollo nervoso), Friedrich Nietzsche è una delle figure più controverse ed influenti nella cultura degli ultimi cent’anni. La fin troppo vasta letteratura critica che se ne è interessata lo ha considerato di volta in volta un geniale profeta o un semplice malato di mente; non sono molti, comunque, coloro che lo hanno letto con l’attenzione e la passione che avrebbe meritato. Nietzsche nasce a Röcken, piccolo borgo sassone ad una trentina di chilometri da Lipsia. Ha una vita piuttosto breve, per lo più monotona e fin troppo regolare. A 5 anni gli muore il padre, per cui vive sino ai 14 anni in un ambiente matriarcale (figure di rilievo, oltre alla madre ed alla sorella Elizabeth, sono le due zie e la nonna materna) dove gli viene impartita un’educazione pregna di una religiosità sincera, ingenua ed a tratti superstiziosa. Nei successivi dieci anni (1858-1868) compie studi classici, sinché iovanissimo (24 anni) viene abilitato all’insegnamento universitario a Basilea. Dopo un altro decennio, a causa di una salute precaria, è già in pensione; inizia così un’epoca di vagabondaggi che si conclude nel 1889 con lo scoppio della follia. Nietzsche sopravvive ancora oltre undici anni in uno stato di incoscienza e paralisi progressive, sino a morire il 25 agosto del 1900, ridotto a poco più che un vegetale.